La memoria del passato

 

“…la memoria del passato deve essere, per ogni uomo,

il più forte stimolo per amare il presente.”

Questo concetto, probabilmente, è alla base dell’idea che ha portato, fin dall’anno scorso, alla realizzazione di oggetti costruiti con materiali naturali, scaturiti dalla terra, che richiamano a un legame sempre forte con il passato,

ai suoi valori e alle sue tradizioni.

In un momento dove la ricerca è in continua evoluzione, sospinta dalla scoperta di nuovi materiali con caratteristiche e proprietà sempre più sofisticate, che li rendono quasi capaci di adattarsi e modificarsi alle situazioni ed alle esigenze più disparate, il laboratorio si pone in una posizione di controtendenza, cercando di recuperare materiali poveri, ma comunque ricchi di significato.

Il legno, con le sue venature e le sue essenze, con la sua disponibilità ad essere tagliato e colorato, a dispetto della sua apparente staticità, è la materia base, che viene trasformata e insieme ai fiori secchi e ai semi va a formare quadri e vassoi,

che ci riportano a passate e forse nostalgiche emozioni,

ancora presenti nel vissuto di ognuno di noi.

E poi le conchiglie e le stelle marine, abitanti di un mare lontano, danno vita a cornici che racchiudono i sogni, in contrasto con il freddo e inanimato bianco del gesso.

Tutti ingredienti di una ricetta arcana, rivissuta attraverso i dosaggi sapienti, la fatica di tenere insieme le energie della natura e le proprie, spesso inespresse.

Così si unisce la strada dei segni vissuti con il trascorrere dei nostri sogni e desideri.  Si crea un oggetto che vive fra le mani e vuole trasmettere il nostro impeto di esistere, farci conoscere, farci apprezzare e, forse, anche amare.